Alla scoperta di Pantalica
Dalla cronaca compilata da
Ennio Miciluzzo,
uno degli alunni delle terze coinvolte nel progetto di Storia “I
segni del territorio”.
Oggi, 20 Aprile 2009, il prof. Giovanni Scribano ci ha parlato
di Pantalica, il sito archeologico che vedremo nel corso della
prossima visita guidata.
Ci ha raccontato che anticamente Pantalica fu abitata da Sicani,
Siculi, Greci , Bizantini e infine Normanni. Di tali presenze
restano estese Necropoli, insiemi di tombe. Se ne contano circa
5000, tutte scavate nella roccia.
Pantalica si trova su un altopiano, tra il fiume Calcinara e
l’Anapo che nasce sul Monte Lauro e sfocia vicino a Siracusa.
Per localizzarla il professore ci ha fornito una cartina
topografica del luogo sulla quale ci ha fatto evidenziare in
rosso il percorso e i luoghi principali che visiteremo.

Lunedì, 27 Aprile 2009, con la guida del prof. Scribano abbiamo
raggiunto Pantalica, nota meta archeologica e naturalistica
della provincia di Siracusa (nel 2005 è stata insignita
dall’UNESCO del titolo di “Patrimonio dell’Umanità”). È stata
un’esperienza unica, interessante, indimenticabile perché ci ha
consentito di osservare e vivere da vicino posti mai visti
prima. Istruttivo e divertente inoltrarsi e arrampicarsi su
sentieri immersi nel verde, fra panorami mozzafiato e resti di
antichissime civiltà.

Clicca per aprire un album con alcune immagini
realizzate nel corso della visita di Pantalica
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Pantalica
in …
rima
Pantalica: luogo leggendario e
misterioso,
ricco di storia, fascino e poesia.
per noi bambini sogno avventuroso
da vivere con gioia e fantasia.
Peccato che al momento dell’appello
mancasse chi era a casa, ancora a letto.
eh già, ma non certo perché fosse monello:
il termometro aveva emesso il suo
verdetto.
Quante domande frullavan nella mente
mentre, con in spalla gli zainetti,
pensavamo al passato, a quella gente…
al loro mondo e ai loro pargoletti!
Chissà se a nascondino si giocava …
se con paglia, foglie e peli di animale
una palla speciale si creava
e che di certo non faceva male …
E finalmente eccoci arrivati …
un vento fresco muoveva i fili d’erba,
foglie argentate su rami emozionati
il cui ricordo in noi ciascuno serba.
Pantalica … da una strada ferrata
fiancheggiata,
apre le braccia alla dea natura,
alla valle da due fiumi scavata
e alla magia di grotte e roccia pura.
In fila indiana marciava ogni bambino,
nelle orecchie il canto degli uccelli,
il sibilo del vento canterino,
il dolce gorgogliare dei ruscelli …
Gli occhi esploravano il villaggio
bizantino,
gli antri, i graffiti, le tombe nella
roccia,
i sentieri, le valli, ogni gradino,
il mistero del fiume, goccia a goccia.
Lo stupore di tanta meraviglia
faceva scomparir ogni paura.
la stanchezza, la voglia di vaniglia,
e la salita non era così dura.
Al castello del principe portava
quella stretta stradina, su in salita:
col cuore in gola per ciò che ci aspettava
all’ incontro col sogno di una vita …
Giunti in vetta, ahinoi, un po’ affannati,
niente torri o donzelle o principe fiero
solo blocchi di pietra sistemati
a ricordar la pianta dell’antico maniero.
Ma non per questo e’ mancata la magia
di quel luogo incantato e dominante;
in fondo basta un po’ di fantasia
per vivere una fiaba affascinante.
Lo sguardo perso su vallate rigogliose,
gole profonde e ripidi pendii
sembrava che vagasse senza posa,
prima di andare, prima degli addii.
Di nuovo in marcia, sì: bisogna andare!
dentro di noi attesa ed emozione
per l’ avventura da vivere ed amare
tutti insieme, in collaborazione …
Occhi attenti e piedi ben piantati
quasi in cordata a scendere il pendio
fin quando a valle non fossimo arrivati
al fiume, al suo argenteo luccichio!
Per incanto era sparita la stanchezza
e noi, attori di una fiaba coinvolgente,
ricorderemo la musica e l’ebbrezza
regalate al corpo, all’animo, alla mente.
Il fiume ci invitò ad attraversarlo
e senza dubbi, indugi ne’ incertezza
fummo subito pronti ad esplorarlo
saltellando sulle pietre con fierezza.
Che gioia, che brivido, quanta euforia!
Ci sembrava di volare
non volevamo più venire via,
la libertà provata, abbandonare …
Ma anche i sogni finiscono, si sa:
risalimmo la china con coraggio ed energia
col cuore colmo di felicità
e un ricordo che non potrà andar mai via.
classe terza a |