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Un viaggio alla scoperta della storia – Gli alunni visitano zone archeologiche

Cronaca pubblicata sul Giornale di Sicilia di Martedì 25 Novembre 2008

Abbiamo studiato la preistoria, un periodo storico antichissimo ed affascinante perché ci ha permesso di conoscere la vita dei no­stri antenati e in particolar modo nel territo­rio ibleo. Mediante un progetto e la collabo­razione di un esperto, il professor Giorgio Baglieri, abbiamo fatto un viaggio nel no­stro passato visitando siti archeologici del territorio ibleo. Così come dei piccoli storici siamo andati alla ricerca di tracce lasciate dagli uomini primitivi e questo ci ha emozio­nati ed entusiasmati al solo pensiero divede­re luoghi a noi sconosciuti. Per la nostra pri­ma visita guidata, armati di macchine foto­grafiche e block notes, siamo andati a Fonta­na Nuova, perché é considerato il più antico insediamento umano nel territorio ibleo. A Fontana Nuova vi è il cosiddetto riparo natu­rale abitato nel Paleolitico Superiore (15 mi­la -30 mila anni fa). Il riparo si trova in posizione elevata ri­spetto al mare ed all' inizio di una piccola ca­va dove, ancora oggi, è attiva una sorgente. La grotta naturale è a ferro di cavallo e si af­faccia su un ampio spazio, chiamato anfitea­tro che era utilizzato per le attività quotidia­ne. La Sicilia era abitata lungo le coste da gruppi umani di cacciatori - raccoglitori che periodicamente abitavano questi ripari na­turali nei loro continui spostamenti in cerca di animali da cacciare e frutti selvatici da rac­cogliere. Nel 1945, da parte dell'archeologo Bernabò Brea, sono stati recuperati resti di cibo, scarti della lavorazione della selce, pa­recchi utensili come lame, grattatoi, tronca­ture e raschiatoi, tutti esposti al Museo Ar­cheologico P. Orsi di Siracusa. Questi stru­menti, ottenuti scheggiando ciottoli di selce raccolti alla foce del fiume Irminio, non mol­to distante dal riparo, venivano inseriti in manici di legno per essere meglio utilizzati. Essi venivano utilizzati per vari usi: la macel­lazione degli animali, la lavorazione delle pelli, la lavorazione dell'osso e altro. Lo stes­so giorno siamo andati alla foce del fiume Ir­minio alla ricerca di ciottoli di selce e prova­re a scheggiarli come facevano i nostri ante­nati. La ricerca è stata alquanto lunga e fati­cosa, ma il risultato è stato sorprendente, perché la selce si scheggiava e diventava ta­gliente quando veniva percossa con le pie­tre.

quarta B della Paolo Vetri  -  Ragusa

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