Il 21 Novembre 2008 La 3a C,
accompagnata dagli insegnanti Galanti Silvana e Cannizzaro
Davide, ha visitato il mulino ad acqua “Cavallo d’Ispica” e il
Museo in grotte.
I bambini sono andati alla scoperta degli
oggetti e dei luoghi dei loro antenati.
Il mulino ad acqua “Cavallo d’Ispica” è un
luogo d’altri tempi: isolato lungo la cava, raccoglie gli
oggetti che il mugnaio ancora quarant’anni fa usava.
Rapidamente modi di vivere e di lavorare
sono stati cancellati dai mutamenti introdotti dalla tecnologia,
ma in questi sparsi luoghi isolati qualcuno ha pensato di
conservarne il ricordo.
I bambini, portati in visita al vecchio
mulino, affrontano una vera lezione sul campo per conoscere
meglio la storia di ciò che appartiene al mondo
dell’alimentazione e della produzione delle materie prime che
quotidianamente utilizziamo in cucina.
Scoprono che la farina proviene da un
complesso processo di lavorazione. che un tempo si sapeva fare
un uso parsimonioso delle energie utilizzando la forza
dell’acqua e che quando si lavavano i panni sul lavatoio di
pietra il lavoro domestico era faticoso.
La casa del mugnaio, ricavata da un’unica
grotta, conserva oggetti ormai quasi dimenticati. Ci sono
oggetti caratteristici come “u cannizzu”, il recipiente usato
per contenere il frumento. Ci sono gli attrezzi per fare il
pane: “a briula”, “a maidda”, “u briuni”, l’angolo cucina con “a
tannura” di pietra e “a naca a vientu” appesa sopra il letto di
paglia. In una grotta ci sono la stalla ed il fienile con il
pavimento di “cuticci” e i “crueddi” colme di paglia. A fianco
ad essa, salendo per una scalinata di pietra, c’è la condotta
dell’acqua. Un altro ambiente suggestivo è la “camera d’acqua”.
Qui l’acqua che batte sulle pale della
ruota crea un suggestivo gioco di colori, con le vecchie macine
di pietra e tutto attorno oggetti che parlano del loro tempo.
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immagini della visita guidata |
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